
(immagine tratta dalla pagina Facebook)
Recensione a cura di:
>> Patrizio
Locale (al post)
Ristorante La Dispensa
Dove (indöel)
Via Castello 15, Castellaro Lagusello – 46040 Monzambano (MN)
Data (quand ag sema andà?)
11 agosto 2011
Prima volta (ghe andema spesso o l’era la prima ölta?)
prima volta
Telefono (at ghé al nümar?)
0376-88850
Giorno di chiusura (quan l’è serà?):
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, pranzo
lunedì, tutto il giorno
Orari di apertura (a che ora pot magnar)
dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23
C’è il parcheggio? (a ghe da parchegiar?)
No, si parcheggia fuori dal borgo
Valutazione generale (…a bota calda):
Ambiente (cum l’è al post?): 4/5
Atmosfera (ghera casìn, pien da gent, sa staa ben?): 5/5
il Menù (ghe tanta roba da magnar?): 5/5
la carta dei vini (i ga tanti vin da bear?): 4/5
Accoglienza (i era cuntent da vedarse, i è sta simpatic?): 4/5
Piatto tipico:
Cucina tradizionale con grande gusto e creatività
Consigliato per… (at pol andarghe con…)
- coppie
- gente giovane
- gente anziana/matura
Pietanze e valutazione (cus et magnà?)
Antipasti: 5/5
Primi piatti: 4/5
Secondi piatti: 4/5
Contorni: non provato
Dessert: 5/5
Vino: 4/5
Tempi di attesa per le pietanze (quant’ema spetà?): 4/5
Servizio generale (i s’a tratà ben?): 4/5
Prezzo (bessi?): 5/5
sito web: non presente
Commento generale (epm al dis…):
Ubicazione locale: Il locale si trova a Castellaro Lagusello, uno dei borghi più belli d’Italia. Siamo al centro delle Colline Moreniche, fuori dalle grandi vie di comunicazione, ma ciononostante frequentata meta di gite.
Aspetto: Il Locale si trova sulla via che conduce alla porta d’ingresso dell’antico borgo al civico 15. Dall’esterno è riconoscibile perchè nella bella stagione si vedono i tavolini apparecchiati nel dehors, d’inverno bisogna guardare con attenzione, ma è una cosa voluta per dare ancora di più la sensazione dell’intimità e dell’essere accolto in famiglia. Dieci metri più avanti c’è una piccola porticina con l’insegna Vino, ingresso dell’osteria gestita dal figlio Simone. Per il parcheggio trovate posto prima dell’ingresso al borgo, in ogni caso sarà una passeggiata di qualche decina di metri.
Ambiente: Il locale si sviluppa al piano terra di questa casa di paese in alcune piccole salette calde e ben arredate. D’estate si gode la frescura della campagna rimanendo nel giardino o sotto la ex tettoia degli attrezzi.
Atmosfera: Il locale nel suo complesso è molto accogliente e specie l’interno si ha l’impressione di entrare a casa propria. La clientela è varia giovani o meno giovani. Bandite le compagnie vocianti.
Mise-enplace: Semplice ma raffinata, bicchieri per l’acqua di forme diverse da tavolo a tavolo ma sempre color acquamarina.
Servizio: Attento e cordiale. Il proprietario, coadiuvato da una signora, accoglie e segue gli ospiti con consigli, spiegazioni e tanta verve.
MenuMenu: Oltre al menù della Tradizione per chi non conoscesse le specialità della zona c’è un semplice menù alla carte, bello nella grafica ma soprattutto nelle proposte.
Tralasciati i salumi (avevamo voglia di altro) ci siamo deliziati con due antipasti: Millefoglie di lingua bovina farcita con pesce azzurro e pomodorini assolati e una trota salmonata al forno con fonduta di scimudin, particolare formaggio della Valtellina, al profumo di noce moscata ed amaretto: strepitosi.
Poi non potendo per ovvie ragioni di porzioni continuare con questo ritmo, abbiamo scelto un gran primo: Cannellone ripieno di burrata e noci condito con briciole di salamella mantovana ed il suo sugo, ho ancora l’acquolina in bocca.
Per secondo un buon nido di polenta integrale e lumache al verde, grana padano e olio extravergine al crudo. Saltando a malincuore la bella selezione dei formaggi ci siamo deliziati con un voluttuoso tortino di cioccolato con cuore fondente accompagnato da una composta di arancie fatta in casa ed una sublime millefoglie di composta di frutta e crema pasticciera.
Conto: E’ vero che abbiamo preso solo un calice di vino a testa ( nche in campagna la sera ci sono i controlli con l’etilometro, sob sob…), è vero che non abbiamo preso nè il caffè nè i distillati sempre per la suddetta ragione, ma 30 euro a testa per cotanta bontà, gentilezza e competenza mi sembra un prezzo più che onesto. Guardando il menù e altre proposte forse si può spendere una decina di euro in più.
il più (cosa ghe piasì)
Il locale, la professionalità, la dedizione nel creare una cucina fatta di sapori e tradizione.
il meno (cosa ghe piasì mia)
Se si vogliono trovare delle note negative non le ho trovate
altre note da aggiungere (gheto altar da dir?)
D’obbligo la prenotazione, i posti sono pochi e non c’è sicuramente il doppio turno.
Legenda valutazioni:
5/5 pienamente soddisfatti (a sema propria sodisfat)
4/5 soddisfatti (sodisfat)
3/5 sufficiente (na roba normal)
2/5 parzialmente insoddisfatti (nsoma… ghe quel ca va mia)
1/5 insoddisfatti (incassà)
0/5 completamente insoddisfatti (incassà di mondi)
08 settembre 2011, 15:23
Andato Domenica 4.09 in occasione della festa degli artisti di strada (rinviata per nubifragio). Siamo stati accomodati nella veranda fuori (avevamo prenotato). Posto molto carino che si trova già di per sè in uno dei borghi più belli d’italia. Menù classico ma cmq particolare, io ho mangiato:
> antipasto: piatto di coppa cotta e cruda con verdure (++)
> primo: involtino con burrata e spolverata di salsiccia mantovana (++)
> secondo: tagliata (rosetta) con patate arrosto (+)
> dolce: torta di rose con crema al mascarpone (++)
Purtroppo quella sera c’era molta gente, e a causa del nubifragio, i camierieri erano impossibilitati a muoversi liberamente tra sala e cucina (dovevano correre sotto l’acqua); ciò ha comportato un attesa di quasi 1 ora tra il primo e il secondo.
In generale mangiato cmq bene e serviti dal proprietario in maniera molto formale ma simpatica.
Totale in 2 coppie circa 160 euro. (noi uomini abbiamo mangiato parecchio e bevuto 1 bottiglia di Greco di Tufo). Secondo me si spende in media sui 30 euro a pax.